Gaetano de Vinco, Presidente Confcooperative Emilia-Romagna: “Per noi esternalizzare è inammissibile se è solo questione di risparmio”. Curiosamente, sostenitori e detrattori dell'operazione pronunciano la stessa frase. Esternalizzare i servizi alla persona – in questo caso, quelli legati alla scuola – va bene solo se il beneficio economico non implica un peggioramento del servizio: lo dice Cgil Funzione Pubblica, lo dice Confcooperative che assieme al Comune di Modena lavora sul POTENZIAMENTO delle esternalizzazioni, sulla via già percorsa in città dalle Fondazioni Raisini e Don Milani: il Comune intende creare nuove fondazioni, il cui consiglio d'amministrazione sia composto per lo più da genitori disposti a gestire l'assunzione del personale, insegnanti compresi: diretta, tra gli inquadrati nelle cooperative sociali, o tramite gara d'appalto fra di esse. Il Comune, già entusiasta della politica di esternalizzazione attuata sugli Asili Nido, ha tenuto a sottolineare che la scelta – oltre che virtuosa – è anche necessaria. Le scuole coinvolte saranno quattro nel giro di due anni. Il risparmio stimato, secondo Confcooperative, supererebbe il 50%: verrebbe a costare meno la gestione amministrativa, delegata dal Comune alle fondazioni; ma soprattutto costerebbero meno i contratti. Rispetto agli insegnanti di ruolo, quelli assunti dalle cooperative vengono a costare circa il 30% in meno, per via dello stipendio più basso e dei minori oneri previdenziali. Ma Cgil replica: "Non può essere solo una questione di costi, bisogna fare un ragionamento sulla qualità del servizio".