
Lo avrebbero linciato se non fosse stato per il tempestivo intervento di due militari in servizio nei campi, che lo hanno salvato sottraendolo alla furia e alle percosse di coloro che lo avevano sorpreso in atteggiamenti inequivocabili. Un arresto, quello di Salvatore Catozzi, 55 anni, che ha destato grande scalpore da una parte e profonda indignazione dall'altra, in quel di Rovereto di Novi. Sì perché Catozzi è il fratellastro di Don Ivan Martini, il parroco della frazione di Novi morto a seguito del terremoto del 29 maggio nel crollo della sua chiesa. Era stato adottato dalla sua famiglia ed era un collaboratore del prete scomparso. In tanti giovedì sera lo avevano visto arrivare alla tendopoli. Secondo quanto riferito dai presenti, l'uomo sarebbe entrato nel container delle docce con un bambino, un 11enne figlio di nordafricani. Ed è proprio lì che sarebbe stato sorpreso in atteggiamenti inequivocabili nei confronti del minore. Una scena che ha fatto infuriare i presenti tanto che, come detto, Catozzi è stato aggredito. Urla e schiamazzi hanno attirato l'attenzione dei militari che, dopo avere strappato l'uomo alla rabbia di chi lo circondava, lo hanno condotto in caserma a Novi. Raccolte le testimonianze, i carabinieri hanno proceduto al fermo di Salvatore Catozzi, con l'accusa di abuso sessuale su minori. “Non sono un pedofilo” si è subito difeso il fratellastro del parroco che, poco meno di un mese fa, si era presentato in lacrime dinanzi al Papa il quale, nella sua visita a Rovereto, aveva voluto soffermarsi per una preghiera di fronte alla chiesa dove Don Ivan aveva perso la vita. E questa mattina, davanti al giudice, è rimasto in silenzio, avvalendosi della facoltà di non rispondere. Il Gip, Domenico Truppa, ha deciso per la convalida dell'arresto. Catozzi, dunque, resterà in carcere, nonostante il suo avvocato difensore avesse chiesto di rimetterlo in libertà.
Sconcerto e dolore per la gravità dell'accaduto, ma anche piena solidarietà alla vittima e ai suoi familiari e vicinanza a tutta la comunità cittadina di Rovereto. E' la Diocesi di Carpi ad intervenire dopo aver appreso la notizia dell'arresto di Catozzi. “E’ con rammarico che si rilevano accostamenti tra il grave fatto e la figura del compianto don Ivan Martini” si legge in una nota della Diocesi che precisa come, nel corso del periodo in cui l'uomo ha risieduto nella canonica di Rovereto, non abbia mai svolto servizi di carattere pastorale o educativo, agendo solo per iniziativa personale.