L'indagine della polizia è partita a Terni, dopo l'arresto di un cittadino turco colpito da mandato di cattura internazionale per terrorismo. La digos, dopo un anno di verifiche, ha scoperto che nella città gravitava un'organizzazione sovversiva, vicina all'organizzazione terroristica turca Hezbollah, che si occupava di far arrivare in Italia cittadini curdi e palestinesi, tutti clandestini, che grazie a false attestazioni riuscivano ad ottenere asilo politico. Queste persone finivano a lavorare in una rete di kebab, floridi ristoranti etnici, i cui incassi servivano per finanziare la causa curda. Era la stessa organizzazione a gestire i locali, i titolari si erano tutti regolarizzati grazie ad amicizie, conoscenza del territorio, aiuti dai connazionali. Due dei curdi, tra i vertici dell'organizzazione, sono stati arrestati dalla polizia modenese a Spilamberto e Mirandola. Altri due, che vivevano a Modena, al momento del blitz si trovavano a Terni e sono stati fermati lì. Perquisiti nel territorio anche alcuni kebab. Non è casuale, spiegano gli inquirenti, la presenza dell'organizzazione anche nel modenese, qui le comunità turca e curda sono estese e ben radicate. A seguito dell'operazione, sono finite in manette 9 persone, tra cui una donna italiana. Dovranno rispondere di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, ma la polizia si aspetta sviluppi sul fronte terroristico dopo che saranno analizzati i computer e il materiale sequestrato.