Un gruppo interforze che agisca come antibiotico contro la criminalità organizzata. Così Annamaria Cancellieri, ministro dell'interno, presentando a San Felice, davanti ad una folta platea di sindaci e imprenditori locali, Girer, il gruppo interforze per la ricostruzione dell'Emilia Romagna, guidato da Cono Incognito, il dirigente del gruppo investigativo palermitano che ha coordinato l'arresto dei fratelli Lo Piccolo e Bernardo Provenzano. Obiettivo dell'organismo è chiaro e inequivocabile: contrastare i tentativi di infiltrazioni mafiose nella difficile fase della ricostruzione post-sisma. Perché si sa, maggiore è la ricchezza, maggiore è la tentazione. Ma l'Emilia non cede e, con l'accordo del Governo, ha messo a punto un sistema capace di vigilare su tutta la filiera economica degli appalti, privati inclusi, senza nemmeno escludere la subfornitura. I punti chiave di quest'attività di monitoraggio si basano, in primo luogo, sul diniego del massimo ribasso nell'aggiudicazione delle gare, nello stilare una lista di merito di imprese, la cosiddetta white list, senza escludere la possibilità di utilizzare la legge regionale in materia, che consente il monitoraggio cantiere per cantiere, anche quelli privati. Un'attività, inoltre, quella del gruppo interforze, che sappia anche fare investigazione preventiva, affinché i riflettori siano più che accesi, onde evitare anche fenomeni di lavoro irregolare, se non in nero, come purtroppo spesso accade di trovare sui cantieri edili. Un ulteriore passo avanti verso la rinascita dell'Emilia ferita dal sisma, ma che non si arrende.